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Novecento ad Ischia
In programma Sab 20 Luglio
Villa Arbusto
In Programma: Sab 20 Luglio alle Ore 09:00 Fino alle ore alle Ore 19:00
La bellezza nascosta nel silenzio metafisico
In Programma: Sab 20 Luglio alle Ore 09:00 Fino alle ore Sab 20 Luglio alle Ore 19:00
Piazza Santa Restituta
In Programma: Sab 20 Luglio alle Ore 09:00 Fino alle ore Sab 20 Luglio alle Ore 12:30
Novecento ad Ischia
In Programma: Sab 20 Luglio alle Ore 09:00 Fino alle ore alle Ore 19:00
Villa Arbusto
In Programma: Sab 20 Luglio alle Ore 09:00 Fino alle ore alle Ore 19:00
Abisso di Christian Leperino
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Castello Aragonese
In Programma: Sab 20 Luglio alle Ore 11:30 Fino alle ore alle Ore 17:00
Mostra delle tavole originali di "La sedia del diavolo"
In Programma: Sab 20 Luglio alle Ore 16:00 Fino alle ore alle Ore 19:00
Biblioteca Antoniana



Serrara Fontana


 

Serrara é il più alto comune dell'isola di Ischia che maggiormente ha conservato l'architettura originaria ed il ritmo di vita legato alla secolare civiltà contadina. E' bello girovagare tra queste fresche colline, boschi, vigneti, frutteti e i cellai scavati nella roccia tufacea, dove il tempo sembra essersi fermato; si possono riscoprire antiche tradizioni, suoni, sapori, sensazioni ed emozioni ormai dimenticate. Questo comune ha due tappe che sono fondamentali: Il Monte Epomeo e Sant'Angelo d'Ischia.

 

 


Il Monte Epomeo:

Il monte Epomeo con i suoi 789 metri è la cima più alta dell'isola e nello stesso tempo il suo 'perno orografico'. Apparso nell'era Quaternaria, in seguito ad un eruzione sub-marina, il monte Epomeo non è un vulcano nel senso stretto del termine poiché manca del cratere ma è piuttosto il prodotto di un sollevamento delle profondità marine di massa magmatica sospinte dal bacino vulcanico esistente, sotto la piattaforma continentale dei Campi Flegrei.
Il nome Epomeo ha un’ origine antichissima, già Strabone e Plinio lo chiamavano 'Epopeus', dal greco 'Eforào' (ovvero guardo intorno). Da ritrovamenti archeologici avvenuti in località Bocca di Serra, Noia e Toccaneto, è accertato che il Monte Epomeo fu abitato fin dal III secolo a.C. da popolazioni Greche e Romane.

 

In tempi più recenti questa vetta offrì ricovero a personaggi illustri perseguitati da eventi avversi come nel caso di Giovanni d'Angiò o di quei vescovi ischitani presi di mira dalle guerre e dalle spoliazioni avvenute nel corso del XV secolo.

L'escursione al Monte Epomeo è una tappa obbligata per i turisti e per gli stessi isolani in cerca di un momento di relax, di pace, di abbandono per eliminare lo stess della vita quotidiana.
La partenza fino a qualche anno fa veniva di norma effettuata dalla piazza di Fontana servendosi di muli, particolarmente adatti alla faticosa salita. Oggi, dato che la strada è in condizioni migliori, per i buoni camminatori non vi è niente di meglio che una salutare passeggiata a piedi lungo i tortuosi sentieri che portano in cima. Si possono così assaporare i profumi delle sveve, raccogliere interessanti esemplari della flora isolana e godere dei sempre nuovi e cangianti panorami che si offrono dalle alture dello Jetto di Toccaneto e della Pietra del Signore.
Con un’oretta di cammino si arriva in vista della cima. La vetta dell'Epomeo è singolare perché è tutta scavata all'interno del tufo, nella cavità delle grotte fu costruita una chiesetta dedicata a S. Nicola e un Eremo dove si raccolsero in preghiera, nel lavoro e nella meditazione, monaci isolani e secolari venuti dal Continente. Vi furono pesino personaggi illustri, condottieri stranieri approdati a queste sponde per vestire il saio e abbandonare le lusinghe del mondo.
La chiesetta risale quasi certamente agli inizi del Quattrocento mentre l'eremo fu scavato intorno al 1587. Ne fu fondatrice Beatrice Quaddra, la stessa nobildonna che nel 1575 istituiva, sul Castello d'Ischia, il Monastero delle Clarisse.
I primi monaci dell'eremo di San Nicola sono presenti sull'Epomeo verso la seconda metà del Seicento. Vi restarono fino ai principi dell'Ottocento. Di alcuni si conosce il nome: Frà Giorgio il Bavaro, Frà Valentino Moretti, Fra Gaspare, Frà Gabriele d'ambra,Frà Antonio, Frà Michele, Frà Desiderio e Frà Nicola Ramy.
Nel 1735 si ritirava sull'Eremo perfino il Governatore dell'Isola di Ischia, Giuseppe d'Argout per un voto fatto a San Nicola.

 

Da queste alture lo sguardo spazia sull'intero Golfo di Napoli, il panorama è infatti straordinario: oltre a tutta l'Isola, che si adagia ai nostri piedi, si intravedono nel mare corallino le Isole di Procida, di Capri, di Ventotene, di Ponza, la costa Campana, Laziale e l'Appennino, per un raggio di oltre 100 km.
Nei tempi passati, per tradizione, gli Isolani compivano l'ascensione verso sera per passare poi la notte sul Monte e godere, come giusto premio, lo spettacolo incantevole del tramonto, là verso Forio, in un suggestivo scenario di cielo e di mare, e, all'alba assistendo al non meno affascinante spettacolo del Sole che sorge alle spalle del Castello Aragonese. Non per nulla l'antico canto serrarese così magnifica la venuta dell'alba ischitana.

Sant'Angelo d'Ischia:

Sant'Angelo d'Ischia, costituisce il fronte marino del Comune di Serrara Fontana ed è anche la sua più nota località. Il territorio di Sant'Angelo d'Ischia si estende tutto lungo l'arco della costa dei Maronti e Cava Grado, proprio di fronte all'isolotto , collegato al paese da una sottile striscia di terra detta Istmo e si inerpica sul costone di tufo del monte dove le antiche casette di pescatori addossate le une alle altre e in gran parte ormai sostituite da pensioni e alberghi, si alternano a terrazze e balconi affacciati su un magnifico panorama.
Cuore del paese, rinomata meta del turismo italiano e internazionale, è la celebre Piazzetta, aperta sulla spiaggia e sulla banchina del porticciolo dove si concentrano negozietti e lussuose boutiques, ristoranti e bar che la sera si affollano di turisti.
Sant'Angelo d'Ischia è in realtà uno scoglio, un cono di tufo legato al resto dell'isola da un sottilissimo istmo che testimonia la sua natura vulcanica estendendosi sul mare con una striscia di sabbia scura. Nella parte superiore dell'isolotto, denominata "Torre", sorgeva un tempo una chiesetta dove si instaurò il culto dell'Arcangelo San Michele, l'Angelo protettore che sembra diede il nome al villaggio.
Sant'Angelo d'Ischia ha un territorio ricco di sorgenti termali ed è esposto geograficamente a sud, riparato dai venti freddi e raccolto in una tipica insenatura sabbiosa. Sul lato destro del villaggio, oltrepassata la chiesa parrocchiale, si arriva a Cava Petrelle dove si trovano le stufe e dove, a fior di sabbia, si cuoce un uovo sodo in meno di un minuto. Imboccando il vallone che si incontra passeggiando sulla spiaggia delle fumarole in direzione "Maronti" e seguendo il corso di un rivoletto d'acqua che apre il piccolo letto fra le pareti tufacee della collina insieme ad un gioco di colori che si osserva man mano che ci si addentra, si giunge alle famose Terme di Cavascura. Cavascura è un bacino idrologico allo stato naturale, scavato nella viva pietra di un vallone; non è stata trasformata col passare degli anni ma conserva ancora le sue grotte, le sue piccole cascate, le sue sorgenti bollenti che continuano a venire giù dal monte alla incredibile temperatura di 90°. Le Terme di Sant' Angelo d'Ischia sono tra le più antiche dell'isola e le terapie sono principalmente orientate verso la cura della pelle.

Link utili:

 

http://serrarafontana.asmenet.it/

 

http://www.cavascura.it/




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