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Casamicciola Terme


Casamicciola Terme è la vera culla del termalismo ischitano, che trova in quest'area la sua massima consacrazione nella grande quantità di sorgenti presenti in località e ad altezze diverse. Come negli altri comuni dell'isola anche qui il territorio appare vario e articolato in più frazioni, alcune arroccate nella fascia collinare ad una altezza che si spinge oltre i 300 metri sul livello del mare, altre estese invece lungo la costa. Tratto comune a tutte, è come si è detto, la presenza un po’ ovunque di fonti di acque termominerali, la caratteristica più tipica del luogo per questo indicato anche come Casamicciola Terme.

 

 

 

 

 

Lo sfruttamento delle risorse termali in questa zona raggiunse l'apice nel 1800 quando Casamicciola, meta di flussi turistici sempre più consistenti, fu la località prescelta da importanti personalità che soggiornarono qui durante la loro permanenza sull'isola. Nella seconda metà del 1800 infatti si fermarono a Casamicciola, fra gli altri, lo scrittore Henrik Ibsen che qui trovò ispirazione per terminare la stesura di un suo lavoro teatrale e Garibaldi che, nel 1864, rimase per diversi mesi a Villa Zavota per curare le ferite riportate in battaglia con i benefici effetti di queste acque.

 

 


Casamicciola è la prima cittadina termale fra tutti i comuni isolani. Quando negli altri comuni, ad eccezione di alcune sorgenti, il termalismo era solo un termine generico, scientifico, Casamicciola era già una realtà termale all'avanguardia, fin dalla seconda metà dell'800 Casamicciola infatti possedeva complessi termali di primo ordine, grandi stabilimenti come il "Pio Monte della Misericordia".
A Casamicciola o meglio ai Bagni di Casamicciola giungevano forestieri da tutt'Italia: uomini di scienza, poeti ed artisti alloggiavano nella celebre cittadina. Ospiti illustri furono Benedetto Croce e De Rivaz.
Johannes da Casamicciola, G. Jasolino e il De Quinzi già nel '300, ‘500, ‘700 scrissero numerosi trattati sul potere benefico e curativo di tali acque. Nel 1757 D'Aloisio scisse un imponente volume di 488 pagine dal titolo "L'inferno istruito nel vero salutevole uso de' rimedi minerali dell'isola d'Ischia". Nel 1835 J.E. Chevalley De Rivaz medico di origine franco-svizzero ma stabilmente vissuto a Casamicciola scrisse "Description des eaux minero-thermales et des ètudes de ille d'Ischia" dove citava ampiamente le acque del grande bacino del Gurgitello. Confluiscono in tale bacino tutte le sorgenti locali dette del Gurgitello, Ombrasco, Cappone, Olivi, Tamburo, Dello Stomaco, Dell'Oro, Argento, Ferri, dell'Occhio (bagno fresco). Le acque di tali sorgenti sono tutte salsobicarbonate alcaline.

 

Il secondo bacino "Vallone-La Rita" comprende il bacino del Cotto e bacino La Rita. L'acqua di La Rita, cura le malattie dell'apparato digerente, del ricambio, artroreumatiche, le malattie cerebrospinali, quelle degli organi genitali. Essa è limpida, inodore, incolore e di sapore prevalentemente salino e manifesta una reazione altamente alcalina. Il fango medicamentoso della Cava La Rita utilizzato dagli stabilimenti termali è di colore grigio, carico, pastoso, attaccaticcio, di reazione alcalina, di odore marcato di idrogeno solforato. L'acqua che lo mineralizza è carbonata clorurata sodica. Sono numerosi e sorprendenti i risultati ottenuti in malattie gravi e ribelli a tutte le cure.

Nel 1883 un fortissimo terremoto rase quasi interamente al suolo Casamicciola interrompendone, per diversi decenni occupati dalla impegnativa opera di ricostruzione, la sua vocazione turistico-termale decisamente però recuperata nel Novecento, in particolare nel secondo dopoguerra.

 

 

 


Proprio a causa della distruzione dovuta al terremoto questa zona, soprattutto la parte direttamente affacciata sul mare, appare oggi per la maggior parte moderna ma questo non deve trarre in inganno. Casamicciola ha infatti una storia molto antica, che si fa risalire al 700 a.C. circa se si può ritenere fondata la tradizione che fa derivare il nome del luogo da Casa Nisola.
La leggenda narra di una giovane, Nisula appunto che, cercando scampo dall'eruzione del Monte Rotaro, si rifugiò in questa zona e, storpia, trovò qui la guarigione. Si tratta certo di una leggenda non corrispondente al vero ma sicuramente le origini di Casamicciola non possono essere meno antiche del periodo della grande espansione cumana, il che sembra essere testimoniato da alcuni reperti qui ritrovati e soprattutto dai resti, ancora visibili, di una grotta della Sibilla, molto simile a quella presente a Cuma.

Al di là di questi timidi cenni a una storia così antica quello che comunque oggi Casamicciola ha da offrire è soprattutto la bellezza del paesaggio che dalle colline scende al mare oltre all'abbondanza delle fonti termali diffuse su tutta l'area ma concentrate soprattutto in alcune località: a Bagni, ad esempio, fra le tante si distingue in particolare la famosa sorgente del Gurgitello che ha un’ acqua che sgorga ad 80 gradi centigradi scendendo direttamente dall'Epomeo.

 

Fortemente connotate dal termalismo appaiono anche le località Castiglione e La Rita sempre nella fascia collinare; é un’ area questa, che vale sicuramente la pena di scoprire risalendo i ripidi sentieri che, aprendosi in luoghi incontaminati fra boschi e castagneti, consentono di raggiungere angoli panoramici di rara bellezza come quello che è possibile ammirare dalla sella del Monte Rotaro, un antico vulcano che mostra ancora ben visibili sulle pendici i segni delle colate laviche.
A tanta selvaggia bellezza si contrappone nettamente, infine la zona della Marina, dall'aspetto piano e lineare. Nonostante sia per la maggior parte ricostruita, risulta comunque ugualmente piacevole, soprattutto nella passeggiata lungo il porto.

Montagnone e Rotaro:

Da Mezzocammino, come gli ischitani chiamano il valico della statale tra Ischia e Casamicciola, si può imboccare l'antica via Quercia e, percorrendo un sentiero, si arriva su una delle due splendide, rigogliose e morbide colline che sovrastano il porto: il Montagnone e il Monte Rotaro, due dei tanti vulcani di Ischia, il primo ricoperto da una macchia selvaggia e primordiale, il secondo da una fitta pineta, frutto di un rimboschimento a pino domestico.
Seguendo le indicazioni tracciate anche un sui muri e attraversando i sentieri si arriva al "Cretaio". Il Cretaio è l'insellatura tra il Rotaro e il Monte Trippodi. Il primo tratto di sentiero passa tra orti e case per poi diventare un sentiero nel sottobosco fresco e odoroso di humus, ombreggiato da roverelle, lecci e ornielli e fiancheggiato da eriche, corbezzoli, cespugli di mirto e dall'edera onnipresente. Poco più su, antiche "parracine" coperte di muschio sostengono piccoli terrazzamenti sapientemente coltivati; altre terrazze sono lasciate alle cure della natura che coltiva la macchia mediterranea. Il sentiero si inerpica poi lungo il margine occidentale del Montagnone dove la vegetazione si fa più fitta e bella tra eriche, pinete e aghi di pino per poi ritrovarsi di nuovo nella macchia del Montagnone, tra lecci e corbezzoli. Dal montagnone lo sguardo può volare fino a Napoli, passando in un attimo sopra l'intreccio di mare e terra tra Ischia e Bagnoli. Più avanti tra le radure dietro il colle vi è una bellissima visuale di Campagnano, Capri e Punta Campanella. Il resto del percorso si inerpica attraverso ombre di pini e cespugli di mirto fino alla sommità dove, a cielo aperto tra due ali di erica arborea, si arriva al margine nord-orientale del cratere del Rotaro. Tornando indietro tra pini, lecci e macchia mediterranea si giunge al piazzale del Fondo d'Oglio, vale a dire il fondo del cratere, ombroso di lecci e popolato di massi poderosi.

 

Tornando sulla strada dopo pochi passi si trova un angusto e ripido sentiero che sale sul versante occidentale del Monte Maschiatta, la cima più alta del vulcano del Montagnone. Il sentiero si arrampica in mezzo a una macchia odorosa e fitta di eriche, corbezzoli, mirti, lentischi e lecci fino alla cima, una cresta rocciosa coperta di licheni. Da qui si può avere una bellissima panoramica del Golfo. Tornando ancora una volta sulla strada sterrata e imboccando una stradina a sinistra che costeggia da est il grande cratere del vulcano di Fondo Ferraro, verde di pioppi sul fondo e di castagni sul versante occidentale, improvvisamente ci si ritrova affacciati su Fiaiano: case sparse, una chiesa e, morbida dall'alto, la pineta che in epoca borbonica fu piantata sul cratere e sulla colata lavica dell'eruzione del 1301, l'ultima avvenuta a Ischia.

Casamicciola per chi giunge da Ischia, scrive G. Deuringer, appare come un vero paese-presepe sul mare, infatti: “quando è bel tempo tra i colli e le colline che in dolci onde verdeggianti e fiorite vanno dalla Sentinella al Taborre sembra che Casamicciola si abbandoni al declivio fino al lido”...

 

 

In tutta l'area di Piazza Bagni funzionano numerosissimi stabilimenti termali. Il tutto per offrire un soggiorno sereno, ospitalità professionale ai nuovi "bagnanti" e la formula vacanza come sinonimo di salute e benessere. La località "Piazza Bagni" è il centro e cuore della cittadina termale dove il "Bacino del Gurgitello" occupa un'estesa area e si trova ai piedi della collinetta Ombrasco.

Link utili:

 

 

http://www.comunecasamicciola.it/

 




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