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“La storia ed i vini di Pithecusa. Un percorso alla scoperta della storia dell’isola del vino”.
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Novecento ad Ischia
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L’Isola verde tra natura e uomini illustri
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Storie di Mare
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Castello Aragonese



Barano


 

Nonostante la prevalenza dell'area collinare, il paesaggio di Barano e delle sue frazioni è tutt'altro che omogeneo. Dalle altezze massime del villaggio di Buonopane si scende rapidamente al livello del mare con la lunga spiaggia dei maronti a Testaccio. Si risale poi attraverso suggestive escursioni verso le vette del monte Vezzi e del monte Trippodi fino al Santuario della Madonna di Montevergine nel villaggio di Schiappone oppure si percorrono i fianchi dell'ex cratere della Scarrupata con le sue rocce ripidamente affacciate sul mare che fanno da contrappunto alla riva sabbiosa dei Maronti.

 

 


Dal centro di Barano, particolarmente suggestivo è il panorama che si può godere dalla terrazza della chiesa di San Rocco nella piazza omonima dove é possibile abbracciare con lo sguardo l'intero arco che va da Punta San Pancrazio a Sant'Angelo oppure volgersi verso l'interno per ammirare la collina interrotta dalle coltivazioni, dai frutteti, vigneti e dai villaggi arroccati. Fra questi particolarmente grazioso è Testaccio, con la sua piazzetta, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, la torre, risalente al Quattrocento, e soprattutto, ancora una volta, un’ ampia balconata da cui si può ammirare in tutta la sua lunghezza la spiaggia dei Maronti.

L'origine vulcanica della collina su cui sorge Barano è la causa della grande concentrazione di fonti e sorgenti termali in questa area. Le più importanti sono quella dell'Olmitello, nelle vicinanze dei Maronti, e soprattutto quella di Nitrodi, a Buonopane che per lungo tempo conferì lustro e importanza all'intera zona. Il nome è dovuto alle ninfe Nitrodi che gli antichi ritenevano le protettrici dell'area, derivanti la loro superba bellezza dalle virtù terapeutiche della sorgente. Un certo rilievo merita infine la fonte del Buceto a Fiaiano, un’ altra frazione di Barano, da dove partì nel 1301 una delle eruzioni più distruttive che la storia di Ischia abbia mai conosciuto: il fiume di lava, chiamato "colata dell'Arso", scese da Fiaiano su tutta l'area, oggi occupata da una folta pineta.

La 'Ndrezzata:

 

 

Il lunedì di Pasqua ma soprattutto il 24 giugno, giorno della festa di San Giovanni, è possibile assistere all'evento più tipico del folklore ischitano: la famosa 'ndrezzata (intreccio), un ballo della tradizione antichissima che trova il suo centro principale a Buonopane frazione di Barano.
Le origini della 'ndrezzata sono molto antiche e per questo oscure. Si è parlato per questa tradizione di una nascita etrusca o romana o anche greca, alla quale sembrerebbe dare valore una certa affinità con il sirtaki, il ballo tipico delle isole greche. Alla 'ndrezzata partecipano circa dieci coppie di danzatori, un caporale, che è colui che organizza la danza, e due suonatori di tamburello e di clarino. Gli uomini sono vestiti con i caratteristici costumi rigorosamente in bianco, rosso e verde e portano in testa berretti che distinguono gli uomini dalle donne, essendo bianchi con fiocco rosso gli uni e rossi con fiocco bianco per le altre; nonostante il ruolo femminile sia spesso interpretato da danzatori maschi. Tutti sono armati di mazzarello e spada di legno, che battono ripetutamente accompagnando con ritmo cadenzato le cantilene in dialetto sulle quali si organizza la danza. Questa consiste appunto in un intreccio del cerchio degli uomini con quello delle donne, secondo le istruzioni impartite dal caporale e si conclude con una vera e propria battaglia di mazzarelli e spade. Lo spettacolo della 'ndrezzata è sicuramente un appuntamento fra i più caratteristici della tradizione mediterranea ed è di certo, lo si è detto, quello con cui il folklore di Ischia si identifica totalmente. Basti pensare che i partecipanti alla danza si tramandano il ruolo di generazione in generazione e che soprattutto nelle frazioni di Barano il caporale è ancora "un'autorità".

La sorgente di Nitrodi:

 

 

La Sorgente di Nitrodi si trova a Barano d'Ischia ed è raggiungibile discendendo la scalinata che parte dal ponte, nella frazione di Buonopane. Dai più disparati paesi dell'impero si accorreva alla Sorgente di nitrodi a rinfrescarsi, rinnovarsi, curare la pelle, i capelli, a cercare la 'Fons Juventutis'. Nel luogo dove è sita la Sorgente nel 1757, mentre si eseguivano degli scavi, vennero alla luce 11 rilievi marmorei dedicati alle Ninfe Nitrodi. I rilievi testimoniano la venerazione alle ninfe presso la sorgente di Barano d'Ischia dei numerosi malati che, lasciando questi complessi votivi, attestavano la guarigione e la loro gratitudine.
L'aspetto interessante della raccolta votiva di Nitrodi è l'elencazione precisa del nome del donatore dell'ex voto ai patroni celesti delle fonti. Spiccano, nel gruppo, tre nomi di medici, quello di Menippo medico sub-alpino e quello di A.S. Monnus e N. Fabius con i loro allievi. Tutto ciò fa pensare che, presso la sorgente di Nitrodi, agisse una vera e propria scuola di specializzazione con 'curator', 'balneatores' e 'pueri capsiarii'. In effetti da scritti dello stesso periodo e dalle raffigurazioni l'uso balneologico ed idropinico dell'acqua è chiaramente legato all'effetto diuretico (utile nella calcolosi renale, stati iperuricemici) e al settore dermatologico. L'organo che trae maggiore beneficio dalle acque di Nitrodi è la pelle.
I Bagni di Nitrodi nell'idrologia dermatologica, grazie ai risultati riscontrati sui pazienti, rappresentano il migliore esempio di cura naturale e terapia. L'acqua, bevuta al mattino a digiuno come terapia idroponica, ha azioni diuretiche, digestive, disintossicanti e gastro calmanti. I bagni e le docce apportano numerosi benefici in forme morbose cutanee condizionate da visceropatie. I pruriti generalizzati e localizzati, le dermatiti da contatto, il licken, l'acne, le neurodermatiti sono altamente influenzate dai bagni di Nitrodi.
Buoni risultati clinici sono stati osservati anche su pazienti affetti da psoriasi, acne, eczema seborroico e licken planus.
Certamente il fiore all'occhiello dell'acqua di Nitrodi è la guarigione delle ulcere di natura artero venosa per il suo miracoloso effetto cicatrizzante e contro le infezioni opportunistiche. Nelle ustioni ha un effetto procicatrizzante, calmante contro il rossore, i bruciori, attenuante sulle iperpigmentazioni e gli esiti e anche l'acne è straordinariamente influenzata dalla intensiva attività anti microbica e antinfiammatoria delle acque dei Bagni.

La Sorgente dell'Olmitello:

A 10 minuti di cammino verso il lato occidentale della marina dei Maronti, in fondo al vallone detto acquaro, a circa 300 metri dalla spiaggia, si trova la sorgente dell'Olmitello. La denominazione "Olmitello" deriverebbe a dire di molti da Olmos e Tello: eliminazione di calcoli renali (con somministrazione per via idropinica).
La Sorgente dell’Olmitello fu un bagno molto frequentato ai tempi del medico Giulio Jasoliono che, nel 1588, pubblicò il 'De rimedi naturali' in cui scriveva a proposito di questa sorgente che:  'Godeva la fama di sanare la sordità e l'ozena' da qui anche la definizione di 'Bagno della sordezza'.

Nel passato la Sorgente fu più volte ricoperta dal terriccio dei territori franati, così il Conte Giorgio Corafa nel 1765 fece costruire non solo la strada ma attratto dall'amenità del posto operò un risanamento dell'intera area da lui descritta così: 'E' attraverso l'immensa spiaggia dei maronti, lungo sentieri tra due dirupi, in fondo al vallone detto acquaro che si trova la sorgente dell'Olmitello. E' proprio l'acqua dell'Olmitello che sanava "dall'ozena, dal polipo, dall'ulcere et infermità delle narici...'.
Erano questi i bagni apprezzati già nell'antichità, in particolar modo alla sorgente dell'Olmitello veniva attribuita una proprietà terapeutica di 'Natura divina'.

Il Bacino dei Maronti:

Il bacino dei Maronti è situato direttamente e nelle immediate vicinanze della spiaggia dell'isola di Ischia. La spiaggia si raggiunge sia dalla località di Sant'Angelo che dai numerosi tornanti dai quali si può ammirare l'incantevole triade: sole, mare e natura. E' dal bacino dei Maronti che il suolo, di origine vulcanica, ha donato le miracolose e meravigliose acque terapeutiche. I fanghi impiegati vengono accuratamente preparati con adeguati processi di maturazione nell'acqua termale, dalla quale assorbono tutte le proprietà.
Fango con doccia e bagno, fango con doccia, bagno termale, idromassaggio con ozono, inalazioni, aerosol e massoterapia parziale, totale e subacquea, sono queste le terapie naturali offerte dalle terme del Bacino dei Maronti.
Chi ama il mare, il sole e la forza delle sorgenti termali trova nella località dei Maronti il luogo ideale per trascorrere le vacanze a diretto contatto con il mare, il verde e le cure termali.

 

 

Link utili:

 

http://www.comunebarano.it/

http://www.fonteninfenitrodi.com/it/index

http://www.ndrezzata.it/

 




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